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Valeriana & Amuchina: sui balconi, i canti e gli abbracci.

- Valeriaaaanaaaa!

Valeriana si affaccia con calma sul terrazzo, il suo fedele incenso da meditazione in mano.

 

- Che c’è?, risponde solo lievemente disturbata da quella interruzione proprio mentre stava visualizzando il suo posto felic.

- Hai letto le notizie stamattina?

- Per carità, non voglio intossicarmi con quelle parole così aggressive!

- In effetti… ci fosse una volta che tu possa stupirmi con effetti speciali!, ribatte, con aria sconsolata.

- Dai Grande Mago delle Pulizie, dimmi cosa ti prende!

- Valeriana cara, qui la situazione è sempre più difficile! Il virus continua a mietere vittime, le curve di diffusione non accennano a piegarsi, le persone si ammalano e, in più, li senti questi qui in torno? Cantano! Ma ti pare il momento di cantare, eh?, esclama senza mai riprendere fiato.

- Amuchina, fermati un secondo. La riesci a sentire?

- Che cosa?

- La profondità di questo canto.

- Ti ci metti pure tu?? Non iniziare a farmi il pippone sulle connessioni universali eh!, sbotta esasperata.

- Non è solo una questione di connessioni. Il canto che vibra nell’aria diventa abbraccio. Gesto di vicinanza!, le risponde guardandola con amore.

- Senti, io non riesco a sentirlo, va bene?

- Perché non te lo permetti. Per sentirlo bisogna fare spazio, bisogna fare pulizia. Non quelle a cui sei abituata tu...quelle che fai in continuazione nel mondo che ti circonda! Alle volte bisogna igienizzarsi dentro. E questo significa prima di tutto fermarsi ad ascoltare!

- Con una pandemia in corso?

- Sì, questo è il momento migliore. Il tempo dilatato ha aperto spazi dentro di noi che non volevamo sentire, che nascondevamo, che riempivamo con mille impegni… Amuchina del mio cuore, fatti abbracciare!

- Valeriaanaaaa ma sei pazza??? NON si può!, urla mentre la guarda terrorizzata spostandosi velocemente di qualche metro

- Tu sei matta! Non ti abbraccerò e va bene, ma goditi almeno questo abbraccio sonoro…, la esorta sorridendo mentre nell’aria si espande la melodia di Azzurro che proviene dai palazzi vicini.

 

Il sole scalda il terrazzo, un vento leggero fa danzare le note.

Amuchina si ferma un secondo ad ascoltare. Appoggia lo straccio per la polvere. Sente crescere in sé una strana malinconia che la riporta a quando, ancora ragazzina, andava in montagna con la nonna e la sentiva spesso cantare quella stessa canzone. Cerca di trattenere le lacrime e lo fa così bene che gli occhi le diventano lucidissimi.

Valeriana si avvicina, le sorride.

 

- Vale, dimmi che andrà tutto bene!

Con sguardo tenero ma voce salda le risponde: Non posso tesoro, ma so che questa musica ti fa bene!

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